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Tour urbani in lingua inglese e nella Ferrara rinascimentale

ferraraGli studenti della classe IVA, indirizzo turismo, dell’I.I.S. “De Amicis”, si sono recati, in data 25 gennaio 2018, in visita a  Ferrara, dove hanno effettuato un tour urbano in lingua inglese: The Original History Walk “Lucretia Borgia”, coordinato dalla docente Sandri Daniela. Accompagnati dalla guida, hanno ripercorso la storia della città in un curioso itinerario, che si è snodato a partire dal Castello, cittadella privata dei duchi, fino alla chiesa del Corpus Domini, luogo amato e beneficiato dagli estensi, molti dei quali vollero essere qui sepolti, come Lucrezia Borgia, seconda moglie di Alfonso I d’Este. Dopo una breve sosta, un secondo tour nella Ferrara rinascimentale, nell’apoteosi estense dell’Addizione erculea, opera di un genio del Rinascimento italiano: Biagio Rossetti.  

 

FERRARA: CITTÀ DEL RINASCIMENTOferrara-5


PATRIMONIO MONDIALE DELL’UMANITÀ DAL 1995

Iscrizione alla Lista Patrimonio Mondiale UNESCO: “Ferrara, esemplarmente progettata nel Rinascimento, conserva il suo centro storico intatto. I canoni della pianificazione urbana qui espressi ebbero una profonda influenza per lo sviluppo dell’urbanistica nei secoli seguenti”.

 

Lasciata alle spalle Via delle Volte e percorsa Via San Romano, entrambe accomunate da una vibrante suggestione medioevale, da un fascino antico e popolare, ci siamo diretti al Castello, punto di partenza per la scoperta della Ferrara rinascimentale. L’Addizione erculea era la determinata volontà del duca Ercole I d’Este di ampliare la città, con un intervento così esteso da raddoppiare la superficie precedente, oltre il perimetro delle antiche mura. I motivi di questa eccezionale pianificazione urbanistica, la più moderna e impegnativa realizzata a quel tempo in Italia, che fece di Ferrara la prima città moderna d’Europa, sono di ordine militare, economico e rappresentativo. Biagio Rossetti resterà il principale progettista, straordinario sovrintendente della sistemazione urbanistica e architetto dei più importanti edifici costruiti nella “Terranova”. ferrara-3All’interno del nuovo perimetro urbano,  Rossetti organizzò il sistema viario, unendo la parte nuova a quella medioevale preesistente senza distruggerla, anzi ragionò in termini di organismo cittadino e di integrazione tra il “nuovo” e il ”vecchio”. L’Addizione erculea era individuata da due assi viari principali, tra loro quasi ortogonali: il cardo (Corso Ercole I d’Este) e il decumano (Corso Porta Po, Corso Biagio Rossetti, Corso Porta Mare),  tutte le altre strade si allineavano esattamente con le preesistenti della zona medioevale, costituendo una saldatura naturale tra le due città. Sarà proprio questa impostazione rossettiana a creare le premesse per uno sviluppo organico della città, nella quale ogni intervento successivo si è svolto in sintonia con il piano erculeo, motivo determinante dell’iscrizione di Ferrara alla Lista patrimonio Mondiale UNESCO.  Dal Castello alla Porta degli Angeli, percorrendo Corso Ercole I d’Este, ci si addentra in un incanto rinascimentale custodito nel  tempo, una misura che va percorsa nella sua interezza, fino a giungere a quel punto dove la percezione della realtà e dell’astrazione sfumano in un’idea libera, non conformista rispetto ai canoni abituali, sorprendentemente attuale. Le strade interne  non conducono mai ad un punto che costituisca un riferimento, visibile anche da lontano e che inviti a sostare; si arriva ogni volta ad un’altra strada o ad una piazza, che indica più direzioni.  Il Quadrivio degli Angeli ci accoglie con un trionfo ferrara-4di bellezza: Palazzo dei Diamanti, con la sua splendida corazza di ottomilacinquecento bugne; Palazzo Turchi di Bagno, volume plastico, misurato, connotato dalla parasta angolare in pietra bianca; Palazzo Prosperi-Sacrati, celebrazione della scultura architettonica cinquecentesca. Incrocio senza criteri di simmetria, snodo senza staticità, sobria declinazione di volumi e misure differenti, variazione di elementi vivacizzati da alta qualità espressiva, singolare equilibrio tra la tradizione popolare e la tradizione colta: genialità unica, tutta rossettiana. Attraversando il decumano si giunge in due luoghi sorprendenti: Piazza Ariostea, polo di integrazione tra spazio naturale e costruito, luogo inatteso, valvola di sfogo dalla celebrazione dei duchi; la Certosa con la Chiesa di San Cristoforo e oltre il cimitero ebraico, ultimo spazio libero e tacito dell’Addizione erculea. Seduti al caffè, nella piazzetta del Castello, sorseggiando una fumante cioccolata, in “stile ducale”,  ci  siamo chiesti perché questa ferrara-6giornata, che stava volgendo al termine, avremmo voluto che non finisse mai. Ferrara con le sue strade, ora strette e tortuose, ora ampie e  lineari, ci ha colti di sorpresa, avvolgendoci, come l’edera che s’inerpica silenziosa tra i suoi rossi mattoni,  inesorabilmente con la sua bellezza.

                                                                                                                                                           Cristina Ferrari

Docente di storia dell’arte e del territorio

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